interviste

FAUSTA GENZIANA LE PIANE – PANE, OLIO E…POESIA

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PANE, OLIO E…POESIA

Fausta Genziana Le Piane: “Il mio sogno? Essere falconiera”

Incontriamo Fausta Genziana Le Piane, poetessa poliedrica e sperimentatrice di nuove contaminazioni artistiche. E’ una simpatica signora solare e sorridente, un vulcano di idee originali, come ad esempio divulgare la poesia sulle buste del….pane o – perchè no? – sulle etichette del buon olio della Sabina. Quali mezzi migliori per fare arrivare la Poesia agli occhi e al cuore di tutti, magari passando per le tavole imbandite?

ELISIR  Descriviti in tre righe.

FAUSTA   Eclettica, penso che l’arte sia una e perciò mi piace mescolare fotografia, poesia, collages, prosa. Amo molto la natura e l’inserimento dell’arte nella natura, la land Art. Mi sarebbe piaciuto essere falconiera.

ELISIR  Perché scrivere? Come e quando è nata questa necessità?

FAUSTA   Una scelta quasi obbligata, mio padre scriveva. Poesie.

ELISIR  Da buon acquario sei molto versatile: giornalista, scrittrice, saggista, poetessa, artista del collage e tecniche miste. Usi tanti linguaggi per comunicare la cultura e l’arte. Qual è però quello che senti più tuo?

FAUSTA  La poesia, le recensioni e i collages. Ho fondato un bimestrale che fa da ponte tra Roma e la Sabina, “Kenavò”, che in celtico significa “Arrivederci”, sedici pagine a colori, di cui mi piace molto occuparmi e che mi dà molte soddisfazioni.

ELISIR   E come scrivi? Ossia quali sono le modalità che preferisci, penna e moleskine o tablet e pc?

FAUSTA  Una volta scrivevo con l’inchiostro e le penne stilografiche, di cui facevo anche collezione, ho impiegato molto tempo prima di passare al pc e ora non posso più farne a meno.

ELISIR  Qual è il tempo e lo spazio che dedichi alla scrittura?

FAUSTA   Non ci sono regole, qualsiasi momento del giorno o della notte perché non insegno più.

ELISIR  Per la costruzione di un romanzo o di un racconto come procedi? Hai già in mente la trama, butti giù una scaletta, delinei i personaggi, insomma lavori su un progetto prestabilito, oppure vai a braccio, segui l’ispirazione, ti lasci portare dai personaggi?

FAUSTA  Non scrivo romanzi, ma qualche racconto sì. Ho già la trama in mente, direi l’intero racconto e solo in casi rari e a tratti, seguo l’istinto del momento.

ELISIR   Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? Se sì in che modo?

FAUSTA   Penso che questa cosa dovrebbe essere sottoposta al giudizio dei lettori.

ELISIR  Loro però possono dare un giudizio da…lettori. Elisir vuole conoscere il tuo. Nel tuo percorso poetico, da quando ti sei messa in viaggio senza meta, perché sappiamo che la poesia non sai mai dove ti può portare, sicuramente qualcosa è cambiato, perché sei cambiata tu. Che cosa, il linguaggio, i temi, il modo di affrontarli?

FAUSTA  Sicuramente sono passata da una forma di chiusura in me stessa a una forma più aperta e universale. Sono senz’altro cambiati i temi. Sono comparse altre fonti di ispirazione, il tema celtico, la falconeria (nella strada dove sono nata io, Federico II si riforniva di falchi), i figli. L’amore ha assunto sfumature diverse. Lo stile si è trasformato, nel senso che forse è diventato più duro e più sintetico ancora. Sono una poetessa caratterizzata da economia di parole.

ELISIR   Cosa ti ha dato la scrittura e cosa ti ha tolto?

FAUSTA   Non mi ha tolto nulla e mi ha dato tantissimo. La capacità di esprimere sentimenti e idee, il rapporto con gli altri, l’approvazione e l’autostima. Credo che la parola sia una forma di terapia.

ELISIR   Quindi credi nel valore salvifico della poesia?

FAUSTA  Assolutamente sì. La poesia permette di entrare nel mistero.

ELISIR   Genere di lettura preferito.

FAUSTA  Letteratura, romanzi (pochi), saggi, poesia, talvolta anche gialli. E anche quest’ultima cosa l’ho ereditata da mio padre.

ELISIR   Scrittori e scrittrici preferiti.

FAUSTA   Come poeta, al primo posto c’è Ungaretti. Altri scrittori, beh…Tabucchi, Mario Tobino, Moravia, tra gli italiani. Poi amo molto gli stranieri, Camus, Cortazar, Romain Gary, Hemingway, soprattutto i giapponesi, Murakami, Mishima, Kawabata, Ishiguro, Pamuk. E la lista sarebbe lunga. Tra le donne Marguerite Duras, anche per il suo rapporto con il cinema che amo molto, Violette Leduc, Albertine Sarrazin, Katherine Mansfield, Flannery O’ Connor e anche qui potrei continuare.

ELISIR   E a proposito di generi, secondo te la scrittura ha sesso? C’è una scrittura maschile e una femminile?

FAUSTA   Lo so che molti penseranno che sto dicendo un’eresia e ho discusso molto di questo con Barbèri Squarotti, ma penso ci sia un modo diverso di scrivere che passa attraverso certe specifiche esperienze e sensibilità vissute. Ci sono temi quali la maternità e la paternità che sono espressi in modo diverso, oppure la guerra che è un argomento più tipicamente maschile. Il guardarsi dentro è attività più femminile, lo dice la fisiologia diversa tra uomo e donna, che porta ad una psicologia differente. L’uomo si proietta verso l’esterno, la donna verso l’interno. Animus, anima. Lo stile varia, però sicuramente ciò che diceva Sylvia Plath, “Sto forgiando un’anima. Sono tesa, vibrante come una lampadina rovente”, un uomo non potrebbe scriverlo.

ELISIR   Il libro che vorresti aver scritto.

FAUSTA  “Lord Jim” di Joseph Conrad.

ELISIR   E quello che vorresti salvare da un ipotetico rogo.

FAUSTA  “Il primo uomo” di Albert Camus, una bellissima biografia postuma.

ELISIR  Quali sono gli scrittori con i quali ti sei formata?

FAUSTA  Frequentando la facoltà di Lingue e approfondendo la letteratura, inglese e americana, mi sono formata con i classici dell’ 800, Maupassant, Flaubert, Zola, Balzac, Stendhal, le sorelle Brontë, Conrad, Shakespeare, Sterne e via così.

ELISIR  Una donna che scrive per hobby o per mestiere ha più difficoltà di un uomo, purtroppo ancora oggi. Spesso veniamo accusate, in maniera manifesta o silenziosa, di togliere spazio e tempo agli affetti, alla famiglia. Ci sono stati momenti nella tua vita in cui la scrittura ti ha creato problemi in famiglia o nel quotidiano?

FAUSTA   Assolutamente no. Personalmente sono stata e sono molto fortunata anche se, finché ho insegnato e ho avuto i figli piccoli, il tempo per la scrittura era scarso. Però…ho una stanza tutta per me. E vuol dire molto!

ELISIR   Quale, tra i libri che hai pubblicato, ti ha suscitato più emozioni scrivere?

FAUSTA   Due libri di poesie, “La notte per maschera” e “ Gli steccati della mente”. Mi affascina la cultura celtica presente sia nelle poesie che nei collages. Per me la poesia deve entrare nella vita di tutti i giorni, a Madrid le poesie sono scritte sul selciato delle strade. E’ per questo che, d’accordo con il signor Gentilini (quello delle fette biscottate e dei biscotti), ho realizzato buste per il pane con stampate poesie sul pane a firma di grandi poeti: Plinio Perilli (nella foto, n.d.r.), Dante Maffia, Paolo Ruffilli, Iole Chessa Olivares, Dacia Maraini e altri. Inoltre, avendo una casa d’arte in Sabina e producendo olio, ho realizzato delle etichette con stampato il disegno di una mia amica e poesie sull’olio, sempre di grandi poeti quali Italo Evangelisti, Gabriella Quattrini, Paolo Ruffilli, e molti ancora.

ELISIR   Corsi di scrittura creativa, concorsi letterari, incontri con autori e forum di scrittura. Quali di questi mezzi ritieni sia più utile alla crescita creativa di chi vorrebbe arrivare a scrivere in maniera professionale e pubblicare un libro?

FAUSTA   Nessuno di questi. Con il talento si nasce, poi occorrono molte letture e molto esercizio.

ELISIR   A cosa stai lavorando in questo periodo?

FAUSTA   Ho inaugurato una serie saggi dal titolo: “Invito a…” di cui è già uscito “La meraviglia è nemica della prudenza. Invito alla lettura de L’arte della gioia di Goliarda Sapienza” (anche in e-book per la Dante Alighieri Editrice). E’ già pronto il libro,“Un’opera, Jean Giono e Un re senza distrazione e un tema, la neve” e sto lavorando al soggetto – sempre saggio – della brughiera in “Il mastino dei Baskerville” di Conan Doyle e “Cime tempestose” di Emily Brontë.

ELISIR  Perché leggere un tuo libro di poesia?

FAUSTA  Normalmente non si legge poesia se non la si ama. Ma consiglio di leggere un mio libro perché si possono scoprire proprie emozioni o sensazioni nascoste o sopite. Inoltre si entra in sintonia con un altro cuore. La poesia aiuta a vivere.

ELISIR  Chi invece non dovrebbe leggere un tuo libro di poesia?

FAUSTA  Chi non ama la poesia.

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