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SONO TORNATA

sono-tornataSONO TORNATA – ELISABETTA MALATESTA VARANO: L’AMORE, IL DOLORE, IL POTERE


Clara Schiavoni – Edizioni Simple – 2013 – 213 Pagine – € 15


La storia narrata si svolge nella prima metà del XV secolo in Italia centrale, a Camerino, comune delle Marche che dà il nome all’omonima Signoria retta dalla famiglia Varano. Quest’ultima, per importanza, per estensione territoriale e ricchezza è pari alle Signorie dei Montefeltro, dei Malatesta e, fuori dalla Marca, a quella degli Estensi.

Il 10 ottobre 1434 Camerino è travolta dalla rivoluzione borghese che ha trovato un suo alleato in Francesco Sforza, condottiero di Filippo Maria Visconti, duca di Milano.

Gentilpandolfo da Varano, signore di Camerino, viene ucciso davanti alla chiesa di San Domenico insieme ai nipoti. L’eccidio dei maschi di casa Varano è appena iniziato e proseguirà repentino a Palazzo Varano.

Negli attimi che precedono la sua morte, Gentilpandolfo rivive le immagini degli ultimi anni della sua vita e, soprattutto, della congiura che ha ordito con il fratello Berardo e il legato papale Giovanni Vitelleschi per eliminare i fratellastri Giovanni e Piergentile con cui governa la Signoria di Camerino.

A causa di tale congiura, Elisabetta Malatesta Varano, moglie di Piergentile, è costretta a fuggire da Camerino per portare in salvo il proprio figlio Rodolfo IV e Giulio Cesare, il figlio di Giovanni, entrambi infanti. Aiutata dalla cognata Tora da Varano e dal capitano d’arme di Camerino, Venanzio, la giovane Elisabetta trova rifugio a Visso che, dopo poco tempo, è cinta d’assedio da Gentilpandolfo e Berardo.

In capo a tre mesi la comunità capitola ed Elisabetta è costretta dai cognati a ritornare a Camerino, dove vivrà abbastanza tranquilla grazie alla protezione del duca di Milano, Filippo Maria Visconti, nominato erede testamentario dal marito Piergentile. Qui ritrova Tora che la tiene informata sulla situazione politica della Signoria e su quella italiana grazie alle notizie che le passa il fedele capitano Venanzio.

Intanto, a pochi mesi dal rientro di Elisabetta a Camerino, la situazione politica della Signoria precipita. Lo Sforza cambia la sua politica e appoggia la rivoluzione borghese a Camerino che sfocerà nell’assassinio di Gentilpandolfo e di tutti i maschi di casa Varano.

Ma Elisabetta, ancora una volta, riesce a mettere in salvo suo figlio Rodolfo e il nipote Giulio Cesare, mentre lei con le figlie si rifugia presso i genitori Galeazzo Malatesta e Battista da Montefeltro (Battista era il nome della mamma, in quell’epoca usato come nome femminile) alla corte di Pesaro, dove vive da profuga per nove anni. Sarà in questo periodo che ordirà sapienti trame politiche a scopo di lucro, in maniera di poter essere pronta ad intervenire al momento giusto e mantenere fede al proprio giuramento di riportare i due cugini bambini, Rodolfo IV e Giulio Cesare, sotto la sua reggenza, al governo di Camerino.

L’autrice Clara Schiavoni racconta una parte importante della vita di Elisabetta da Varano, signora di Camerino in un romanzo che è stato definito da alcuni storici “bellonciano”, per la mole e il rigore della ricerca storica come base preparatoria del romanzo. Ricostruzioni puntualissime di ambienti, personaggi, oggetti, luoghi, riportate con una fedeltà quasi maniacale, per la verosimiglianza di tutti i dettagli, persino quelli psicologici. Le vicende renderanno Elisabetta una donna d’acciaio, capace di far fronte alla morte del marito, a due fughe precipitose e drammatiche, alle congiure dei parenti, permettendole anche di reagire con coraggio e volontà ferrea, concentrata sull’obiettivo di ritornare e riprendersi la signoria.

Un romanzo storico è pur sempre un romanzo, e come tale l’autore lavora di fantasia. Nel caso di “Sono Tornata” la scrittrice Clara Schiavoni, pur mantenendo un totale e minuzioso rispetto dei dati storici, arricchisce meravigliosamente la protagonista Elisabetta Malatesta Varano, nonché gli altri personaggi che animano il libro, di profili introspettivi credibili, tratteggiati con cura e conoscenza degli animi umani, in una prosa raffinata e poetica. Questo vale per il soldato Venanzio, la cognata Tora, il podestà di Visso, i genitori Galeazzo e Battista, il crudele legato papale Giovanni Vitelleschi e la delicata figura della figlia Costanza. Stessa accuratezza e precisione storica contraddistinguono la descrizione dei paesaggi, degli oggetti, dei luoghi, dei conciliaboli, quasi fossero creati con sapienti pennellate di un dipinto.

Sebbene molti documenti dell’epoca non siano purtroppo giunti fino a noi, dopo lunghi studi e ricerche in archivi e biblioteche a Visso, Recanati e Camerino, la paziente scrittrice Clara Schiavoni è riuscita a farsi un’idea del contesto storico in cui avvennero gli accadimenti vissuti dai protagonisti, riuscendo a conferire spessore, anima e carattere ad una figura poco nota come quella di Elisabetta Malatesta Varano, restituendo al lettore un’immagine realistica degli intrighi e dei delicati equilibri politici del ‘400 italiano.

Se vi troverete a passare per Camerino, cogliete l’occasione di visitare il magnifico palazzo camerte. Ritroverete certamente in ogni salone, in ogni angolo, nei cortili e tra le pietre antiche quelle atmosfere e quei luoghi narrati nel romanzo di Clara Schiavoni e, siamo certi, proverete un senso di soddisfazione.

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