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DALLA POLITICA AL ROMANZO

Incontro con Antonella Gramigna che racconta come l’impegno politico e sociale sfocia nella recente passione per la scrittura.

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Antonella Gramigna, nata a Pesaro, ma ormai toscana pistoiese a tutti gli effetti, è una grande comunicatrice, con esperienze agli alti vertici della politica italiana. Laureata in Comunicazione con Master in orientamento e promozione della salute, fin dalla giovanissima età si è occupata di informazione, comunicazione istituzionale e politica ed è anche molto attiva sul fronte dell’associazionismo. Tutto il suo background maturato in campo politico le ha ispirato un romanzo, Il vento e le promesse (Giuliano Landolfi Editore), una storia assai originale che racconta l’esperienza di Anne chiamata a New York ad affiancare il team della campagna elettorale americana, mentre in Italia si è alle prese con il referendum costituzionale. Passioni, ideali e lotta politica accomunano la protagonista del romanzo alla sua autrice, che Elisir Letterario ha voluto sottoporre prima a un botta e risposta per individuarne gusti e preferenze e dopo a un’intervista più approfondita che racconta di Antonella Gramigna anche i lati più nascosti.

Bene Antonella, allora sei pronta? Cominciamo?

ELISIR – Colore preferito?

ANTONELLA – Nero. 

ELISIR –  Cibo preferito? 

ANTONELLA – Crostacei. 

ELISIR – In cucina come te la cavi? 

ANTONELLA – Abbastanza bene, amo il buon cibo.

ELISIR – Attrice preferita?

ANTONELLA –  Meryl Streep.

ELISIR – Attore preferito?

ANTONELLA –  Richard Gere.

ELISIR – L’uomo che vorresti essere?

ANTONELLA –  Mio marito. 

ELISIR – Se tornassi a nascere, uomo o donna e perché? 

ANTONELLA – Uomo, per provare la differenza e, forse, per capire meglio l’universo maschile. 

ELISIR – Genere di film preferito?

ANTONELLA –  Romantico e a sfondo sociale.  

ELISIR – Genere di lettura preferito?

ANTONELLA –  Narrativa e poesia. 

ELISIR – Scrittore preferito? (Citane uno italiano e uno straniero) 

ANTONELLA – Difficile la scelta, c’è un bel panorama sia italiano che straniero.    

ELISIR – Genere musicale preferito?

ANTONELLA – Jazz, anni ‘80 e qualcosa di contemporanea. 

ELISIR – Cantante (italiano e straniero) preferito?

ANTONELLA – Baglioni e Adele.

ELISIR – Ok, il primo round l’hai superato brillantemente, passiamo ora all’intervista … seria!

Perché scrivere? Come e perchè è nata questa esigenza?

ANTONELLA – Scrivere è porre su carta ciò che siamo, ciò che pensiamo, insomma noi stessi. Non è stata un’esigenza, ma il desiderio di rendere indelebile come lo scritto è, una storia.

ELISIR – Cosa significa per te “scrivere”?

ANTONELLA – Un canale per dare corpo ai pensieri, alle riflessioni e alla fantasia, alle  emozioni. 

ELISIR – Come scrivi? Carta e penna, moleskine e taccuino sempre dietro, oppure I-pad e lap top?

ANTONELLA – Oggi uso prevalentemente I-Pad  o I-Phone, più facile e immediato, un tempo lapis e taccuino.

ELISIR – Quanto c’è di autobiografico nel tuo ultimo libro “Il vento e le promesse”? 

ANTONELLA – Molto di me. La mia vita è in quelle pagine, come penso siano molto autobiografici tutti i libri per chi li scrive, anche se frutto di fantasie.

ELISIR – Visti i tuoi trascorsi in politica e di esperta di comunicazione, ci è sembrato che Antonella e Anne siano un po’ la stessa persona. Quindi raccontaci un po’ di cosa parla questo tuo romanzo di esordio e com’è nata l’esigenza di voler mettere per scritto questa storia.

ANTONELLA – Ho voluto raccontare un’ esperienza per me molto importante, con annessi e connessi: emozioni, aspettative e delusioni. Volevo lanciare anche un messaggio al mondo politico, quello di non tradire mai le promesse fatte, perché anche in Italia e non solo negli Stati Uniti, poi certi tradimenti si pagano. 

ELISIR – Qual è stato il tuo metodo di scrittura? Hai una trama in testa e vai “ a braccio” scrivendo la storia man mano che ti si dipana davanti, oppure usi la scrittura architettonica, metodica, mettendo sulla carta trama e  personaggi e poi come un sarto cuci il tutto?

ANTONELLA – Scrivo, butto giù spontaneamente pensieri rincorrendo una trama ideale “a braccio”. Non cucio, nessun lavoro di sartoria, ma un percorso lineare di storie che si susseguono,  così come la mente riesce a comporle dandole un senso. 

ELISIR – Quando scrivi lo fai con costanza, oppure ti lasci trasportare dall’incostanza dell’ispirazione?

ANTONELLA – Attendo il momento propizio, non sempre la giornata è quella giusta. Per scrivere questo libro ho passato giornate intense a scrivere e cancellare, e poi a riscrivere. E mesi di silenzio interiore. 

ELISIR – Qual è il tuo luogo e il tuo tempo per la scrittura?

ANTONELLA – Ovunque e sempre, quando c’è lo stimolo, il richiamo forte di farlo. 

ELISIR – Siamo tutti d’accordo che per poter scrivere bisogna essere accaniti lettori. Tu quanti libri leggi all’anno?

ANTONELLA – Leggo abbastanza, ma non sono costante, spesso passo da un libro all’altro perché mi stanco di leggere lo stesso autore. Forse perché non vengo catturata dalla storia? Può darsi. Non ho molto tempo per leggere, però mi piace molto e cerco di ritagliare spazi per poterlo fare.

ELISIR – Qual è il libro che hai al momento sul tuo comodino?

ANTONELLA – Un libro molto tecnico professionale, di comunicazione politica. Sto studiando per un Master ! 

ELISIR – E ora che il tuo libro sta ottenendo consensi in tutta Italia, fioccano le richieste di presentazioni e le interviste, ora che….forse ci hai preso gusto, stai lavorando a qualche altro progetto editoriale?

ANTONELLA – Ci sto pensando, ma per adesso ho altre priorità. Una tesi prossimamente da discutere, impegni politici e familiari… e intanto la mente frulla. Chissà…. 

ELISIR – Secondo te basta aver pubblicato un libro per essere considerati “Scrittori”? Cos’è che fa di una persona uno “Scrittore”?

ANTONELLA – Assolutamente no. Oggi, a differenza di un tempo, moltissimi scrivono, pubblicano, ma credere di essere scrittori solo per questo sarebbe un errore. L’umiltà, almeno per me, è la base della vita, senza di essa c’è solo presunzione. E io non sopporto i presuntuosi. Chi è davvero grande non lo dice, lo è. E lo si vede. Per potersi sentire Scrittori (o Scrittrici) serve imparare molto, leggere molto e fare molteplici esperienze letterarie al fianco di chi può insegnare molto. Poi c’è la “Dote”, come dice sempre la mia cara amica poetessa Marina Pratici, ambasciatrice della cultura nel mondo, c’è chi ce l’ha nelle corde da sempre, chi nasce con questa peculiarità e chi cerca di averla. Non so se, come lei afferma, io sia “ dotata” di penna e parole, ciò che sento dentro, spesso, è una spinta forte, interiore, che trova spazio e forma nelle parole, messe così, una dopo l’altra, come fossero disegnate su di un pentagramma musicale. 

Queste parole formano pensieri e danno emozioni, prima di tutto a me stessa quando le rileggo, talvolta così tanto da piangere. Mi piace pensare di poterle trasmetterle anche ad altri. Tutto qui. Non mi sento scrittrice, forse più ricercatrice di emozioni. Mi piace di più.  Senza emozioni non c’è vita, non c’è amore, non c’è respiro. 

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