Recensioni

IL MARE E NON SOLO La forza poetica di una piccola grande poetessa

Mifidodelmarecover

Mi fido del mare – Poesie – Carla De Angelis – Fara Editore  2017 –

108 pagine – €10, 00

____________________________________________________________

Amo così tanto il mare

che vedrei azzurra anche la morte

se mi cogliesse mentre nuoto

verso l’altra sponda”.

Carla De Angelis, scrittrice, poetessa e infaticabile portatrice sana di bella poesia nelle biblioteche e nei luoghi più affascinanti della Capitale, non è nuova a dichiarazioni d’amore verso il Mare. Già negli anni precedenti l’uscita di questa deliziosa silloge di ben novantadue liriche senza titolo, sempre per Fara Editore, aveva pubblicato Salutami il mare e, per i tipi di Progetto Cultura, Mi vestirei di mare.

Ma perché fidarsi del mare? Per la sua bellezza, poesia, vastità e musica? Per essere metafora di vita in movimento, di viaggio e di Natura allo stato puro? Per il suo profumo e per l’energia che emana, per il suo essere così variabile e volubile? Perché è maestoso e sublime, per i suoi colori, per saper accogliere e restituire i raggi del sole? Certamente per queste e per molte altre ragioni ancora.

Mi fido del mare ci racconta di emozioni e ricordi, dell’infinito e dei miracoli della natura, quella di Carla De Angelis è una poesia evocativa e profumata – non solo di mare – dolce e penetrante, benefica come una tisana di cardamomo e zenzero in un piovoso pomeriggio d’inverno.

In ognuna delle liriche è evidente la ricerca della parola, che non è mai ridondante o barocca, ma è invece suono e musica, ed è persino, talvolta, intrisa di sottile ironia, proprio perché l’autrice sa essere assai abile con l’uso del verso poetico e conosce perfettamente la via preferenziale per arrivare dritta al cuore di chi legge.

Ci sono i semi e le zolle, i tramonti e gli albatros in queste pagine e anche l’acqua e la farina per impastare il pane e le foglie alzate dal vento (Me ne andavo/ a passo svelto/ il vento diveniva bufera/disordinava le cose/ vestiva di foglie le case).

Quella di Carla è anche una poesia sincera che, proprio come il mare, non si traveste, non vuole apparire bensì semplicemente essere, ed è anche in questo la sua forza.

L’autrice possiede inoltre un perfetto senso del ritmo, tanto che ascoltando alcuni versi sembra di ascoltare una musica (…la strada è tracciata – fingo di non saperlo – provo a recitare. Sono un contorno del mondo/ non oso deviare). Nelle poesie della De Angelis è presente anche l’accettazione, serena, della vita che comunque è stata poco generosa:

Non sappiamo fare di più che

apprendere a vivere e morire

E credere di vivere ogni giorno

insieme a nostalgie che spingono altrove

come la corrente un tronco sul fiume.

Ma il mare della poetessa è anche salato, proprio come le lacrime, e i versi di Carla cantano anche di quel malefico incantesimo che ha portato via la bellezza alla sua bambina appena venuta al mondo, proprio come nelle favole, sebbene non a causa del sortilegio di una fata cattiva, bensì per volere di una luna nera, di certo invidiosa di una fresca, felice maternità. A saper leggere tra le righe e tra i versi, si intravedono sullo sfondo le vecchie streghe della società agreste e contadina del meridione, le janare beneventane (anticamente nel meridione si riteneva che i bimbi che manifestavano improvvisamente deformazioni nel fisico, fossero stati nottetempo passati attraverso il treppiede che si usava nel focolare per sostenere il calderone. “La janara ll’è passato dinto ‘u trepète“, ovvero “La janara lo ha fatto passare attraverso il treppiede“).

La luna invidiosa della tua bellezza

quella notte si posò accanto al tuo lettino

rubò qualcosa di te

basterà la vita per ritrovarlo?

 In Mi fido del mare il richiamo a questo dramma è intuibile più volte, come ad esorcizzare un dolore che è ineluttabile e sempre presente, ma che l’arte poetica della De Angelis riesce magnificamente a illuminare di una Luce che sfiora il divino.

Tutte le poesie sono scritte con un ritmo pacato, proprio di un’anima zen qual è quella dell’autrice e il libro si fa leggere in un fiato, proprio perché è un concentrato di bellezza. Salvo poi riprenderlo in mano e leggerlo ancora, per trovare nuove chiavi di lettura come, ad esempio, quelle dell’ignoto e del viaggio, come metafore della vita di ognuno di noi. E, ancora, una terza volta, quando scende la sera e il mondo abbassa il volume del suo rumore, per lasciarsi condurre dal fluire delle parole, come immersi nell’acqua trasparente e cristallina in un torrente di montagna, a percepire l’armonia e l’intensità delle parole che Carla De Angelis ha saputo accordare come il migliore dei musicisti accorda il suo strumento.

E chiudiamo con la penultima delle sue liriche, in cui abbiamo ritrovato sì l’accettazione, ma anche quella virtù ormai in via di estinzione che si chiama temperanza.

Non voglio perdere l’emozione

di scrivere in corsivo

di guardare il cielo punteggiato di stelle

intascare quell’eternità che fa precario

il nostro passaggio

 Abbiamo sogni stesi al sorriso

tagliamo ostacoli

col respiro che si affanna

occhi che si specchiano in altri occhi

poi lentamente o di corsa

con amore o con rabbia

l’eco della vita sarà inferno e paradiso

 

@ElisirLetterario – all rights reserved

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...