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APOLLO, EUTERPE, TERSICORE E LE ALTRE

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APOLLO, EUTERPE, TERSICORE E LE ALTRE DI MANUELA MINELLI

Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre – Manuela Minelli – Elisir Letterario – 2020 – 76 pagine – € 15,00


 

Un’…autorecensione

Ci sono idee che vengono costruite, ragionate, strutturate e ben confezionate e altre che, al contrario, nascono spontanee, quasi per un’esigenza naturale, così come nascono i fiori nei prati o i frutti sugli alberi. Ecco, questo è quello che è accaduto con il Festival delle Arti, meglio denominato “Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre”. Laddove “le altre” sta per le altre Muse.
L’idea primaria che ha fatto sì che artisti, poeti, musicisti, danzatori e attori venissero coinvolti e, a loro volta, coinvolgessero tante, tantissime altre persone, all’inizio era nata come una semplice mostra collettiva di arte contemporanea: quattro artisti di differenti età ed esperienze di vita, scuole e tecniche artistiche, uniti con le loro opere su un tema universale, “Paesaggi interiori in tempi moderni”. Una mostra corale, come ce ne sono tante, più o meno prestigiose, in ogni città del mondo. La location scelta tra molte è uno dei posti più magici della capitale, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, perfettamente in linea con il tema preposto e oltretutto nel cuore di Roma, il
Polmone Pulsante. Quindi, dicevamo: era ancora febbraio, avevamo i quattro artisti e avevamo ventidue opere d’arte, avevamo anche la disponibilità di un’incredibile location, nonché un’intera settimana di primavera – e sapete no quanto le primavere romane possano essere foriere di nuovi stimoli, catalizzatrici di belle energie, romantiche e poetiche? – Poetiche, appunto. Quelle opere pittoriche, quel luogo, la
magia dei Fori Imperiali di sera, l’aria frizzantina, tutto ci parlava di Poesia. E la maiuscola non è casuale. Quindi ci siamo detti “Perché non coinvolgere i poeti?”. Quei quadri sembrava proprio ce lo richiedessero. La scelta non è stata affatto facile perché, sebbene la poesia in Italia commercialmente parlando, a giudicare anche dalle vendite dei libri, sembra essere un po’ il fanalino di coda della letteratura, c’è un mondo di poeti contemporanei, spesso tradotti anche all’estero, che hanno pubblicato e continuano a pubblicare libri di grande valore e bellezza, straordinarie voci poetiche che in pochi versi sono capaci di far vibrare corde interiori altrimenti dimenticate. E così è partita la proposta di illustrare, ognuno con la propria poetica, l’essenza di
quelle opere d’arte. Ventidue poeti, uno per ogni quadro, insieme agli artisti, sono stati i
protagonisti dei pomeriggi del Festival, non soltanto con i loro versi come poetica didascalia di ogni opera in mostra, ma anche con la presentazione dei loro libri, in una maratona poetica in cui ognuno raccontava, illustrava, scandagliava il libro dell’altro. Il Festival ha così potuto vantare la partecipazione di Poeti provenienti anche da fuori Roma, con le loro poesie composte appositamente per i quadri in mostra.
A questo punto Apollo – che in assenza di una Musa dell’Arte per alcuni storici sembra essere stato una sorta di mecenate degli artisti del tempo – Calliope ed Erato erano con noi. Mancavano ancora però Tersicore, Euterpe, Talia e Melpomene, che ormai il Festival si stava delineando come qualcosa in cui le arti delle Muse dovevano essere protagoniste.
La danzatrice è giunta a noi come un dono: sorridente e fresca, leggiadra e fluttuante, giovane promessa della Danza con già un buon curriculum coreutico, lei stessa sembrava essere Tersicore.

Poi, sarà che le voci corrono veloci o forse che le Muse a quel punto ci avevano davvero preso in simpatia, e rapidamente sono arrivati anche un’altra soave fanciulla con il suo violino e un giovane violoncellista, tutti professionisti della musica, che hanno deliziato il pubblico del Festival durante il vernissage e anche nella serata del finissage della mostra. La Musa della musica ci aveva quindi fatto questo regalo. Ora Talia e Melpomene, rispettivamente Muse della commedia e della tragedia, non potevano certo lasciare da sole le sorelle ed ecco quindi che alle prime due attrici, già nostre amatissime conoscenze che avevano aderito alla nostra proposta con grande entusiasmo, se n’è aggiunta una terza, così da consacrare questo Festival delle Arti a Festival delle Muse, qualcosa che è nato gettando in un lago un sasso, che ha generato dei cerchi e ogni cerchio ha generato vibrazioni, le quali hanno dato vita ad altre vibrazioni e ad altre ancora, fino alla realizzazione di un lavoro corale che si è espanso e che è raccontato in questo piccolo grande libro, pieno di foto a colori, di storie, interviste, poesie e anche un po’ di backstage del Festival e che sta ancora generando vibrazioni, dove hanno trovato spazio anche l’Arte gastronomica e quella enologica per nutrire, oltre l’anima, anche il corpo.
Ecco, in “Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre” abbiamo voluto raccontare con parole e immagini l’atmosfera del Festival delle Arti, organizzato da Elisir Letterario, anche se quello che abbiamo vissuto tutti in quella settimana, l’atmosfera, la magia, l’attesa, il bagno di folla, i complimenti e le richieste di partecipare alle prossime edizioni, il pathos, l’allegria e la commozione, sono emozioni difficilissime da riprodurre a parole.
E scusate l’autorecensione!

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